_COME UNA PREGHIERA
installazione teatrale per 2 attori e 22 spettatori
[...] percezione virtuale, agitazione simulata, mania negativa: si direbbe che gli umani sia in pubblico che in privato si siano messi ad abitare definitivamente in un film e tuttavia, stranamente, un nuovo silenzio è nato, con le sue dimensioni opposte, la sua immobilità e la sua rapidità, la sua positività, la sua chiarezza.
Philippe Sollers
Come una preghiera rappresenta un ulteriore tassello della ricerca sullo spazio scenico che, nel corso degli anni, ha caratterizzato la poetica di TricksterP.
In questo percorso di esplorazione dell’installazione scenica come possibilità espressiva, il ruolo dello spettatore diventa parte integrante della drammaturgia stessa dello spettacolo: il presupposto fondante di Come una preghiera è una stanza circolare assolutamente bianca su cui si spalancano 11 finestre dalle quali i 22 spettatori presenziano all’azione scenica.
Questo luogo del non-essere sospeso nel tempo non lascia spazio ad una definizione precisa: ora arena, ora prigione, ora centro del labirinto, ora luogo dell’attesa e del giudizio, sintetizza in sé quelle anonime stanze - o non-stanze – della nostra contemporaneità.
Sullo sfondo di una modernità frenetica e convulsa si muovono due figure che contrappongono la loro inadeguatezza di fronte al presente alla vorticosa spettacolarizzazione di immagini e sentimenti; in una sorta di ‘reality show’ agito dal vivo, da dietro la propria finestra ogni spettatore gioca il suo ruolo di silente osservatore / testimone / voyeur e la linea di confine tra queste differenti accezioni è costantemente labile e precaria.
Chiusi nella loro trappola circolare, come moderni minotauri di borgesiana memoria, gli attori si muovono in un ipotetico dedalo della mente - soffocante prigione dalle porte sempre spalancate.
Come una preghiera vuole essere il tentativo di esplorare la fisicità dell’attore come cifra stilistica, laddove la fisicità si fa carne e l’inconscio non ha nulla di strettamente psichico, ma diventa muscolare.
Come occhi spalancati sul presente, le finestre sembrano essere l’unica possibile chiave di lettura di questa umanità disfatta.
Con il sostegno di: Pro Helvetia / DECS Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos / Ernst Göhner Stiftung / Sophie und Karl Binding Stiftung / Stiftung Lis und Roman Clemens / Erns und Olga Gubler-Hablützel Stiftung / Schweizerische Interpretenstiftung / Jürg Gorge Bürki Stiftung