[…] Con B siamo confrontati con una vera e propria interiorizzazione del percorso narrativo, una rimasticazione a livelli subliminali della favola inteso attraverso un meticoloso lavoro di rilettura del testo, un adattamento così minimalista da esplorare con segni evocativi e simbolici le profondità di un “io collettivo” emotivo e sociale che ci porta nella direzione delle teorie morfologiche sulla fiaba. In una mezz’ora circa veniamo accompagnati verso una esplorazione che tocca le sensibilità più sotterranee della nostra anima
.
Azione (Svizzera)
[…] Con questa nuova installazione Trickster-p conferma la forza e l’originalità della sua ricerca. Prima di tutto sullo spazio scenico e sul ruolo, è il caso di chiamarlo così, dello spettatore al suo interno. Galbiati e Luginbühl ribadiscono la loro scelta creativa eliminando in un atto di umiltà estrema l’attore per rendere protagonista il “fruitore”. […] Se con .h.g. si sviscerava la fiaba dell’infanzia, con B si “racconta” un lutto, il passeggio all’età adulta. Ma non si pensi ad un tragitto lineare e figurativo attraverso i luoghi di Biancaneve. Il viaggio è molto più personale e immaginifico, frutto di una raffinata contaminazione di stimoli e linguaggi che evocano i drammi del percorso più intimo del personaggio, Biancaneve come lo spettatore. Una traiettoria appunto come nelle intenzioni dei suoi creatori, fatta di stanze nude, ombra e luce improvvisa, terra, dettagli minimi e stranianti, sussurri, suoni e spari, parole e domande per ritrovare un senso e una strada.
La Regione Ticino (Svizzera)
[…] La lettura di Biancaneve di Galbiati e Luginbühl è onirica e la sua messinscena vibra a più livelli: grazie all’architettura tridimensionale del suono, all’attenzione scenografica, alla scelta dell’essenzialità.Visitando le stanze si affrontano paure, ci si trasforma
in testimoni, si strabuzzano gli occhi e ci si commuove.
Il giornale del popolo (Svizzera)