Trickster-p e Quarantasettezeroquattro
Common land
Che cos’è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo, non lo so più.
The game
Il mondo così come l’abbiamo costruito è il risultato del nostro modo di pensare. Non possiamo cambiarlo se non cambiamo il nostro modo di pensare.
Eutopia
Le storie della Terra hanno cambiato di natura e di scala: non scriviamo storie per raccontare la creazione o il corso del mondo, ma per scongiurarne la fine.
Book is a Book is a Book
Ts'ui Pen avrà detto qualche volta: “Mi ritiro a scrivere un libro”. E qualche altra volta: “Mi ritiro a costruire un labirinto”. Tutti pensarono a due opere; nessuno pensò che libro e labirinto fossero una cosa sola.
Nettles
A che età si smette di essere orfani? Chi perde il padre, mettiamo a sessant’anni, si può definire orfano? A dieci sì, ma a quaranta? (...)
Twilight
Coreografia per la luce che muore
Sights
Abbiamo incontrato delle persone cieche. Alcune sono cieche dalla nascita, altre hanno perso la vista nel corso del tempo. Abbiamo chiesto loro di raccontarci come vedono

B
Percorso sonoro a stanze attorno alla fiaba di Biancaneve

.h.g.
Installazione in 9 stanze, un prologo e un epilogo

French line
Trickster-p — Projects — French line
Ideata da Trickster-p per Go!2025 – Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura, la performance prende spunto da un accadimento storico che ha fortemente influenzato la regione goriziana: il tracciato che divide l’Italia dalla Jugoslavia adottato nel febbraio del 1947 dalle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. “French line” è l’indicazione che goriziane e goriziani trovano scritta sui cartelli che segnalano il nuovo confine che divide le loro strade, i loro campi, i loro cortili, rendendo, a tutti gli effetti, Gorizia una città di confine. Realizzato in collaborazione con Quarantasettezeroquattro (Italia), il progetto si svincola dagli spazi teatrali tradizionali per svolgersi in ambienti domestici, dove un piccolo gruppo di spettatrici e spettatori è coinvolto in un’esperienza immersiva e partecipata. Al centro del lavoro vi sono testimonianze storiche e materiali d’archivio – lettere, oggetti, documenti, racconti orali – che diventano strumenti per interrogarsi su come la memoria personale e collettiva influenzi la percezione del presente e la costruzione dell’identità individuale. French line esplora i confini non solo come linee geografiche o politiche, ma come luoghi simbolici e interiori, capaci di condizionare lo sguardo sul sé, sull’altro, sul mondo.
Crediti
Una performance di
Concetto e realizzazione
Cristina Galbiati, Ilija Luginbühl
In collaborazione con
Gioele Peressini
Ricerche storiche
Alessandro Cattunar, Kaja Širok
Spazio sonoro
Zeno Gabaglio
Grafica e consulenza all’allestimento
Studio CCRZ
Produzione
Quarantasettezeroquattro
Con il contributo della
Regione Friuli Venezia Giulia